Pillola rossa: Korver e Hill, il significato delle trade dei veterani

Passati ormai due mesi dall’inizio della stagione regolare, le grandi squadre hanno iniziato a muoversi per puntellare il roster dopo un avvio difficile (Utah Jazz) oppure per massimizzare le chance presenti e future di titolo (Milwaukee Bucks). Raramente è possibile ottenere in corsa un fuoriclasse come Jimmy Butler, più spesso ci si deve accontentare di veterani come Kyle Korver e George Hill.

Kyle Korver agli Utah Jazz

Kyle Korver è stato scambiato dai Cleveland Cavaliers agli Utah Jazz il 28 novembre. I mormoni hanno deciso di scambiare Alec Burks e due seconde scelte (Utah 2020 e Washington 2021) per ottenere l’ultimo anno di contratto di un 36enne. Una trade che ha fatto storcere più di qualche naso perché due scelte per un giocatore di quell’età, seppur ancora un role player utilissimo, sono un prezzo davvero alto e hanno fatto immaginare che la dirigenza dei Jazz si sia fatta prendere un po’ dal panico dopo un inizio difficile. I mormoni, però, hanno valutato come essenziale l’aggiunta di un tiratore dal 43% di media da dietro la linea dei tre punti in 16 anni di carriera NBA. Considerando che i Jazz entravano nella partita contro gli Charlotte Hornets – la prima con il nuovo innesto a disposizione – con la terzultima percentuale di squadra dell’intera lega da dietro l’arco dei tre punti, tecnicamente pare una mossa sensata.

A livello salariale, poi, i Jazz hanno inserito un contratto più leggero di 4 milioni e spicci rispetto a quello di Burks per la stagione in corso e non garantito totalmente per la stagione 2019-2020. Se Korver perdesse improvvisamente la capacità di rimanere in campo almeno 15 minuti , i Jazz potrebbero decidere di tagliarlo senza che si trasformi in un bagno di sangue.

Gli highlights completi del debutto di Korver in maglia Jazz

I Cleveland Cavaliers hanno semplicemente iniziato il processo di ricostruzione, partendo con la raccolta di scelte su cui costruirsi un futuro dopo la partenza di LeBron James. Un processo che sta continuando proprio in questi giorni…

George Hill ai Milwaukee Bucks

La trade tra Cleveland Cavaliers e Milwaukee Bucks è in realtà una trade a tre, che ha visto coinvolti anche i Washington Wizards. Partiamo con illustrare cosa ha ottenuto ogni franchigia da uno scambio la cui complessità è decisamente superiore alla possibilità che esso incida in maniera significativa sul futuro prossimo delle tre franchigie.

I Cleveland Cavaliers ottengono: Matthew Dellavedova, John Henson, la prima scelta 2021 dei Milwaukee Bucks*, la seconda scelta 2022 dei Milwaukee Bucks e la seconda 2022 dei Washington Wizards. *la prima scelta è protetta (1-14) nel 2021, (1-10) nel 2022, (1-10) e (25-30) nel 2023, (1-8) nel 2024. Nel caso in cui la pick non diventasse dei Cavaliers entro il 2024 essa si trasformerà nelle seconde scelte 2024 e 2025 dei Bucks.

I Milwaukee Bucks ottengono: George Hill, Jason Smith, la seconda scelta 2020 e 2021 dei Washington Wizards.

I Washington Wizards ottengono: Sam Dekker.

La mossa più semplice e di più facile lettura è quella dei Wizards. I maghi della capitale –  in timida ripresa dopo un inizio shock che aveva messo in bilico la situazione di tutti – sono una squadra mediocre ed avendo un roster costosissimo hanno deciso di risparmiare qualche milione di dollari. Nella realtà non ha ceduto tre seconde scelte a questo giro, solamente la 2022 è sparita dal portafoglio dei Wizards oggi, le altre erano già state promesse durante trade precedenti.

I Cleveland Cavaliers hanno continuato il processo di demolizione dei ruderi post addio del Re e hanno scambiato George Hill. Quella dei Cavs è una mossa a doppio taglio perché gli asset ottenuti non sono così appetitosi come potevano sembrare a prima vista. Sia Dellavedova che Henson hanno un contratto completamente garantito anche per la prossima stagione, per un totale di 20 milioni in due. Questa somma va a intasare il cap della franchigia dell’Ohio per la prossima stagione, in cui i Cavaliers hanno a roster 107 milioni garantiti. Henson potrebbe diventare una pedina di scambio ma il suo valore non fa pensare a grandi ritorni in termini di asset. Quello che ha impreziosito, almeno a prima vista, la mossa dei Cavaliers è stata la prima scelta del 2021.

Una volta emerse le protezioni imposte da Jon Horst, il gm dei Milwaukee Bucks, però, più di una voce ha criticato la scelta di rinunciare ad un contratto garantito solamente per un milione la prossima stagione. Nel caso di scenario apocalittico dei Bucks, in cui Giannis Antetokounmpo abbandona il Wisconsin al termine del 2021, i Bucks avrebbero comunque a disposizione la propria prima scelta nel caso in cui fosse di alta lottery. Paradossalmente questa prima scelta potrebbe non diventare mai dei Cavaliers, privando comunque i Cavaliers della possibilità di utilizzare i 18 milioni di spazio salariale l’anno prossimo per fare da discarica di contratti orribili, ottenendo in campo delle scelte più appetibili. Bisogna anche considerare, però, che George Hill avesse un appeal sul mercato davvero risicato. Il dubbio è che questo fosse realmente il massimo che si potesse ottenere da un giocatore classe 1986, da anni tormentato da problemi fisici.

Per i Milwaukee Bucks, invece, la trade Hill è una dichiarazione d’intenti. Giunti alla stagione della svolta grazie all’ingaggio di Budenholzer come head coach, i Bucks vogliono provare a massimizzare la propria competitività fin quando avranno a disposizione Giannis Antetokounmpo. Tecnicamente George Hill potrebbe essere una pedina utile a coach Bud per allungare la rotazione, viste le skills di 3&D su cui si era costruito una carriera di ottimo livello. Il punto di domanda sono le condizioni fisiche e la tenuta mentale di un giocatore lontano dai suoi livelli da ormai due stagioni. La perfezione nella mossa di Horst, però, è in vista dell’estate 2019. La free agency del prossimo luglio, ora, appare molto più serena. Con il taglio del contratto di Hill (di cui ricordo solo un milione su 18 è garantito) i Bucks avranno la possibilità di rifirmare sia Middleton sia Bledsoe senzasvenarsi in luxury tax oppure potrebbero provare a portare nel Wisconsin, notoriamente non una meta ambita dai grandi free agent, uno dei tanti nomi di spicco che l’anno prossimo saranno alla ricerca di un contratto, puntando sul fatto che ad attenderli a braccia aperte uno dei sistemi più funzionali della odierna NBA e uno dei giocatori più dominanti del prossimo decennio.

(Una discussione più approfondita sulla trade Hill è stata realizzata in apertura del Capitolo X di The Next Chapter.)

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