Pillola blu: James Harden è l’àncora di salvezza dei Rockets

L’highlight della notte è il poster di realizzato dal numero 13 degli Houston Rockets sulla vittima sacrificale Javale McGee nei primi minuti di partita. La super giocata dopo soli tre minuti è stata solo il preludio per una vera e propria eruzione del Barba. Una tripla doppia da 50 punti, 11 assist e 10 rimbalzi di James Harden è quello che è servito ai Rockets per vincere in casa contro i lanciatissimi Los Angeles Lakers dell’ultimo periodo. L’MVP in carica sta disputando l’ennesima stagione straordinaria, in cui sta guidando la classifica dei realizzatori NBA con 30.8 punti di media a partita.

Con la tripla doppia di stanotte è diventato il secondo giocatore della storia a firmare quattro prestazioni da 50-10-10, pareggiando il record di Russell Westbrook

Nonostante le prestazioni da fenomeno assoluto della guardia barbuta, però, i Rockets sono in netta difficoltà e faticano a trovare il bottone giusto da schiacciare per svoltare la stagione. Con un record di 13 vittorie e 14 sconfitte, i texani si trovano al tredicesimo posto della Western Conference. Detto che l’ultimo posto utile per strappare un pass per i playoff è lontano solamente due partite, i Rockets sono una delle più grandi delusioni di questo primo quarto di stagione.

Il lato in cui i Rockets hanno più difficoltà è quello difensivo. Con 112 punti concessi ogni 100 possessi i Rockets sono la seconda peggior difesa della lega, meglio solo dei derelitti Cleveland Cavaliers, che dopo le recenti trade in cui sono stati coinvolti sono in piena ricostruzione. Le partenze estive di Trevor Ariza e Luc Mbah a Moute – due difensori perimetrali eccellenti in grado di aprire il campo con la oro pericolosità da dietro l’arco –  hanno minato il sistema difensivo che nella scorsa stagione, pur non essendo nella top 3 della NBA (7° assoluto con 105 punti concessi ogni 100 possessi), consentiva ai Rockets di demolire a suon di triple gli avversari.

Il rebus appare oggi di difficile soluzione senza un intervento massiccio sul mercato delle trade, prossimo alla sua “riapertura” completa. Dal 15 dicembre, infatti, tutti i contratti firmati in estate diventano scambiabili. Il gm Daryl Morey non si è mai fatto troppi scrupoli nel realizzare mosse complicate anche solo da immaginare. Appare quindi scontato che il roster dei Rockets non rimarrà questo fino a fine stagione. Nel frattempo il coach Mike D’Antoni e tutta Houston rimangono aggrappati al mostro barbuto.

 

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