Pillola rossa: Nba Christmas Preview

A una settimana dal Natale le famiglie smaniano per trovare il menù più adatto per festeggiare insieme ai parenti. La grande fanbase NBA, invece, il programma per il suo 25 dicembre lo conosce sin dal giorno in cui viene pubblicata la schedule per l’anno. Come da tradizione, le partite previste sono cinque, una dietro l’altra per consentire un’abbuffata lunga più di 12 ore. Scartiamo uno ad uno i regali che la lega più bella del mondo ci metterà sotto l’albero

Milwaukee Bucks – New York Knicks

Al Madison Square Garden di New York andrà in onda la più squilibrata (sulla carta) delle cinque sfide natalizie.

Da una parte la seconda squadra della Eastern Conference, nel momento in cui scrivo, in piena fiducia e lanciata verso una stagione superiore alle più rosee attese. L’impatto del nuovo coach Mike Budenholzer è stato spaziale e sono guidati dal Giannis Antetokounmpo migliore di sempre e in piena corsa per l’MVP (26.6 punti, 13.2 rimbalzi e 6.1 assist di media). Con l’arrivo di Hill, i Bucks stanno provando a capitalizzare la finestra con i servigi di Antetokoumpo a disposizione (scadenza del contratto 2021).

Dall’altra parte dei New York Knicks sono menomati della loro stella Kristaps Porzingis da inizio stagione, ancora alle prese con la riabilitazione dopo la rottura dei legamenti del ginocchio in cui è incappato la scorsa stagione. Il nuovo coach David Fizdale sta provando a sviluppare i giovani più interessanti a roster. Se Ntilikina fatica, nelle ultime settimane sta finalmente emergendo il talento di Kevin Knox. Dopo un impatto difficile il prodotto di Kentucky tiene oltre 16 punti e 6 rimbalzi di media. Il Christmas Day è la possibilità per rivelarsi al grande pubblico.

L’ultima volta i Knicks l’hanno spuntata all’overtime

Oklahoma City Thunder – Houston Rockets

OKC andrà a Houston per tentare di confermare il suo status di seconda forza potenziale della Western Conference. Dopo una partenza con il freno a mano tirato (quattro sconfitte nelle prime quattro uscite stagionali), Russell Westbrook & co. hanno cambiato marcia e hanno vinto 18 delle successive 24 partite. Paul George sembra finalmente tornato il giocatore dominante visto agli Indiana Pacers e la panchina ha finalmente un leader in Dennis Schroder.

I Rockets, invece, sono aggrappati con tutte le loro forze al talento di James Harden. La squadra che era andata ad una gara-7 dall’eliminare Golden State nelle scorse Western Conference sembra solo un lontano ricordo. Abbandonata la pista Melo e andato a vuoto il tentativo per Butler, I Rockets sono ancora orfani di un’ala in grado di mettere una pezza alla rotazione difensiva. Houston ospiterà in in casa i ragazzi di coach Donovan: un’occasione per provare a rilanciarsi e uscire dal pantano in cui sono affondati (11esimo posto e record di 14-14).

Nelle fila dei Rockets era ancora presente l’ex poco rimpianto Carmelo Anthony l’ultima volta che le due squadre si sono viste

Philadelphia 76ers – Boston Celtics

Il 29 aprile scorso la spuntarono i Boston Celtics, al termine di una gara-7 che chiudeva una serie davvero equilibrata tra le due compagini. I Celtics andarono ad un passo dal buttare fuori anche i Cleveland Cavaliers di LeBron James e arrivare clamorosamente alle Finals. Recuperati Hayward e Irving dai rispettivi infortuni erano i dichiarati favoriti per la vittoria della Eastern Conference di quest’anno. Invece una partenza a rilento (10 vittorie e 10 sconfitte nelle prime venti uscite) gli ha fatto perdere qualche posizione in griglia, prima che coach Stevens trovasse la quadra spostando lo stesso Hayward in uscita dalla panchina e li risollevasse con 8 vittorie nelle ultime 9 partite.

Anche i Sixers arriveranno all’appuntamento di Natale con l’entusiasmo dei giorni migliori, ma consapevoli di aver ancora tanto da fare. Dall’arrivo di Jimmy Butler i Sixers hanno uno dei quintetti migliori dell’intera lega ma hanno completamento svuotato la propria second unit. In attesa di raccogliere dalla strada veterani competenti lasciati a piedi da franchigie interessate a perdere (esattamente come accaduto l’anno scorso con Belinelli e Ilyasova), i Sixers tenteranno nell’impresa di espugnare il Garden di Boston. L’ennesimo capitolo di una rivalità storica è pronto ad essere scritto a Natale.

Saric e Covington erano ancora nella città dell’amore fraterno e Butler era ancora a Minnesota. A Natale sarà una partita completamente diversa.

Los Angeles Lakers – Golden State Warriors

LeBron James contro i Golden State Warriors. Basta questo per far sì che i Lakers nella Baia si trasformino nel piatto principale dell’NBA Christmas 2018. Il primo atto della nuova rivalità tra il Re e i mostri della Baia arriverà nel momento migliore per i gialloviola da questa estate. LeBron James e Lonzo Ball stanno iniziando a trovare l’intesa giusta per condividere il parquet, tanto da entrare nella storia insieme. Non una cosa scontata per due giocatori in punti completamente diversi della propria carriera ma abituati ad essere dei floor general con la palla in mano.

I Warriors sono molto lontani dalla forma migliore, tra un infortunio di Curry e un’assenza di Draymond Green. Nonostante ciò, Golden State ha vinto venti delle prime trenta partite e naviga serena verso la postseason che può consegnarle il quarto titolo negli ultimi cinque anni e, di conseguenza, un posto nella storia del Gioco. Nonostante l’importanza relativa della partita per gli obiettivi a lungo termine di entrambe le squadre la partita si preannuncia come il primo capitolo di una saga tutta da scrivere.

L’ultimo incontro tra il #23 e i Warriors. Altre squadre, altra importanza.

Portland Trail Blazers – Utah Jazz

Due franchigie della borghesia del West chiuderanno il programma di questo 25 dicembre. In Italia sarà notte inoltrata (partenza prevista per le 4.30 del mattino) ma i motivi per resistere alla palpebra cascante ci sono tutti. Due squadre che battaglieranno fino alla fine per i playoff nella “tonnara” della Western Conference. Gli ospiti, i Portland Trail Blazers, hanno vinto sedici delle prime ventinove uscite e, nonostante questo, sono l’ultima squadra qualificatasi per i playoff se la stagione finisse oggi. Damian Lillard sposta ogni anno più in là l’asticella del proprio rendimento (113 punti prodotti ogni 100 possessi = career high) e Zach Collins – interessantissimo lungo uscito da Gonzaga al draft 2017 – si sta ritagliando lo spazio che merita.

Gli Utah Jazz, invece, sono in difficoltà. Grande sorpresa degli scorsi playoff in cui eliminarono a sorpresa i Thunder, gli uomini di coach Snyder si stanno scontrando con problemi difficilmente preventivabili ad inizio stagione. Donovan Mitchell lotta con la sua scarsa efficienza e per ora non sta vincendo il confronto. Trascinati a picco da percentuali dall’arco orride (33.5%, 25esima squadra della NBA), i Jazz sono tredicesmi nella Western Conference, a due partite e mezzo di distanza dall’ottavo posto dei Blazers. Un motivo per guardare con ottimismo al futuro c’è: i Jazz hanno avuto il calendario più difficile di tutta la NBA fino ad ora. La sfida natalizia con i Blazers sarà l’occasione per invertire la rotta.

Sperando che Donovan Mitchell torni ad essere la miglior versione di sé stesso

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