Pillola rossa: Le pagelle del mercato NBA

New York Knicks: 5.5

I Knicks hanno scambiato Porzingis, un All-Star selezionato al draft e ancora in contratto da rookie, sostanzialmente per fare salary dymping dei contratti di Matthews e Lee. I pro: la prossima estate la franchigia della Grande Mela avrà 70 milioni di spazio per firmare grandi free agent e Porzingis non ha ancora rimesso piede in campo dopo la rottura del legamento crociato. I contro: è un enorme azzardo perché i motivi per andare a New York scarseggiano. Il vero voto si potrà avere solo a luglio, per ora rimane una grandissima scommessa.

Dallas Mavericks: 7.5

La franchigia di Cuban ha messo le mani su un secondo All-Star la cui parabola è nettamente compatibile con quella di Luka Doncic. La coppia europea Porzingis-Doncic garantisce i prossimi 10 anni sulla mappa playoff per la franchigia texana, sempre che il lettone completi il suo recupero dall’infortunio senza problemi e confermi la volontà espressa durante la conferenza di presentazione di voler restare in Texas. Il prezzo è stato cedere altre due prime scelte, che dopo quella promessa ad Atlanta nell’affare Doncic, toglie una strada per crescere ai Mavericks. Il prossimo passo andrà fatto sul mercato e, in questo senso, è arrivata una seconda mossa.

Al penultimo giorno di mercato i Mavericks hanno liberato spazio per l’anno prossimo, scambiando un semi All-Star come Harrison Barnes a Sacramento in cambio di Justin Jackson (un secondo anno in piena rookie scale) e il contratto in scadenza di Zach Randolph. I Mavericks avranno a disposizione circa 30 milioni di spazio a luglio. Dream bigger!

Sacramento Kings: 6.5

Finalmente i Kings hanno fatto fruttare lo spazio salariale a disposizione. Harrison Barnes è un ottimo tassello per una squadra che punta ai playoff e che in quella posizione (ala in grado di oscillare tra la 3 e la 4) era abbastanza scoperta. Va anche aggiunto che Sacramento ha finalmente dato la svolta verso lo sviluppo dei giovani liberando il roster dalla presenza dei vari Zach Randolph e Iman Shumpert. Burks potrebbe essere un buon tassello per la panchina. Con ampio anticipo sul programma, i Kings sono in piena lotta per un posto ai playoff. La dirigenza sta anche operando in maniera corretta. In California non sono la peggiore squadra. Chi lo avrebbe mai detto sei mesi fa?

Memphis Grizzlies: 4.5

Ok, Marc Gasol ha 34 anni e ha una player option per l’anno prossimo pari a 26 milioni. Ok, Memphis sta entrando in una fase di ricostruzione, deve perdere e non gli serve a nulla Gasol. Ma Valanciunas con una player option di quasi 18 milioni, C.J. Miles una di 8 milioni e sono entrambi giocatori inutili per i progetti di Memphis. Nemmeno una prima scelta ottenuta, il solo Delon Wright come asset ricevuto. Troppo poco. Mezzo voto in più per non aver svenduto Conley, indiziato ad abbandonare il Tennessee la notte del draft.

Toronto Raptors: 8

Masai Ujiri blinda a doppia mandata il premio di Executive of the Year con una rapina a mano armata ai Grizzlies. Gasol è un upgrade incredibile per una squadra che ha una data di scadenza a breve termine: tantissima esperienza, tantissimo talento, tantissime possibilità per Nurse per provare a strappare il biglietto per le Finals, in cui sfidare il boss finale rappresentato dai Warriors.

Milwuakee Bucks: 8

Se la trade dei Raptors è stata una rapina, quella dei Bucks non ci va molto lontana. Quattro seconde scelte, di cui una sola è dei Bucks, Stanley Johnson (appena preso per Thorn Maker) e Jason Smith (chi? appunto) per un affitto di quattro mesi di Mirotic. L’ennesimo tiratore sovradimensionato da mettere sul perimetro pronto a beneficiare della presenza di Giannis Antetokounmpo nel pitturato. I Bucks si avvicinano ai playoff tra le favorite assolute della Eastern Conference. Reggeranno la pressione di presentarsi con i favori del pronostico? A metà aprile arriveranno le prime risposte, ma la dirigenza di Milwuakee non può rimproverarsi nulla.

New Orleans Pelicans: 4

Parliamoci chiaro, i Pelicans hanno già perso. L’annuncio di Davis di volersene andare dalla Louisiana ha messo Nola in cima alla lista delle franchigie a rischio relocation in un’altra città. Non aver ceduto alla pressione mediatica organizzata ad arte da Paul (agente di Davis) e i Lakers svendendo l’asset più prezioso dell’intera NBA fa quantomeno provare pietà per i Pelicans. Mirotic scambiato per qualcosa prima di perderlo a zero in estate bene. Non aver fatto lo stesso con Randle male. A luglio Davis dovrà essere fatto annusare a quante più franchigie possibili per alimentare l’asta.

Washington Wizards: 4.5

Saldi! Otto Porter ha un contratto orrendo, forse uno dei peggiori dell’intera NBA. Un anno e mezzo più una player option per un totale di oltre 80 milioni. Detto questo, Porter rimane un 3&D che sarebbe utilissimo per tante squadre NBA. Washington ha dovuto svenderlo per cercare di alleggerire il cap carico per la prossima stagione. Bobby Portis, un giocatore potenzialmente utile, andrà rifirmato in estate. La nota positiva è che sarà restricted free agent. La nota negativa è che rimane il rischio di perderlo a zero in caso di super offerta di qualche franchigia in grado di offrire contratti spropositati. In un mondo ideale Jabari Parker troverebbe finalmente il suo posto nel mondo trasformandosi in quel talento offensivo in grado di incidere davvero. Non accadrà.

(Nota a margine la cessione di Markieff Morris per una seconda scelta. Saldi!)

Chicago Bulls: 6.5

Porter rimane un contratto orribile. Ma i Bulls sono orribili e Otto rimane un giocatore vero su cui provare a costruire di nuovo. Avvicinandosi alla scadenza del contratto, poi, potrebbe aumentare il valore e i Bulls potrebbero ricavarci qualcos’altro di buono. Bonus track. Pare essere molto vicino al taglio Robin Lopez. Dopo qualche mese si sono anche accorti che i giovani per migliorare dovrebbero giocare. Meglio tardi che mai…

Orlando Magic: 6.5

Low risk, high reward. Una prima scelta protetta 1-20, una seconda scelta e un giocatore ai margini della rotazione. In cambio la prima scelta assoluta più controversa della storia, alle prese con un problema fisico che nessuno è riuscito a sistemare fino ad oggi. Nelle proiezioni Fultz doveva essere un talento generazionale, tanto che i Sixers ci avevano investito la scelta dei Sacramento Kings e la terza scelta assoluta diventata poi Tatum. Ovvero un talento al secondo anno che potrebbe essere il fulcro attorno a cui costruire la trade per Anthony Davis. I Magic hanno scommesso, riusciranno mai a passare all’incasso?

Philadelphia 76ers: 7.5

Ricordate quando i Sixers non arrivavano a vincere 20 partite in un anno? Sembra passata una vita eppure parliamo solo di una stagione e mezza fa. Ora Philadelphia possiede 4 All-Star, programma di aprire il portafoglio per rinnovare sia Harris che Butler in estate ed è attentissima al mercato dei tagli che si aprirà per puntellare la panchina. Ora si aprono dei quesiti molto interessanti per coach Brown ed il gm Elton Brand. Il primo riuscirà a gestire la squadra più talentuosa nel quintetto di partenza ad Est, cucendo in due mesi una rotazione adeguata a valorizzare i punti forti del roster e a nascondere quelli deboli? Il secondo sarà in grado di convincere almeno uno tra Butler e Harris a lasciare sul tavolo un po’ di soldi per inseguire la vittoria di un titolo in una squadra in cui non saranno i maschi alpha? Mezzo voto in meno per aver rinunciato a Fultz, una mossa obbligata ma il cui ritorno è stato davvero minimo.

Los Angeles Clippers: 8

72 milioni di spazio salariale, la prima scelta 2021 dei Miami Heat (una delle pick dal valore potenziale più alto in circolo nella NBA), un’altra prima scelta dai Sixers, la propria prima scelta di quest’anno che rimarrà in possesso dei Clippers se mancheranno i playoff e un ulteriore giovane in rookie scale intrigante e con potenziale. Il tutto scambiando o tagliando giocatori inutili e alla frutta (Gortat e Bradley) e decidendo di sottrarsi dalla corsa per la postseason (che porterà anche dei vantaggi). L’unica vera sottrazione dolorosa è stata quella di Tobias Harris, il cui contratto è però in scadenza e la cui permanenza ai Clippers era tutto meno che scontata, oltre che costosa. Jerry West masterclass.

Los Angeles Lakers: 3

Un disastro completo. La strategia orchestrata per forzare la mano ai Pelicans è fallita. Davis è rimasto a disposizione di tutti e i Lakers potranno offrire esattamente lo stesso pacchetto che ha offerto a gennaio. In questo momento i gialloviola sono decimi ad Ovest, fuori dalla griglia playoff e dietro a Clippers (che scenderanno) e Kings (che puntano forte al ritorno ai playoff). Immaginatevi come potrebbe essere lo spogliatoio dei Lakers ora, in cui sia veterani che giovani sanno di non essere più che merce umana da scambiare nella testa di LeBron, Magic e Pelinka. Più o meno così:

Aggiungete che i Lakers, in pieno panico per agganciare l’ottavo posto, hanno scambiato due prospetti marginali ma con un minimo di valore per due veterani come Bullock e Muscala, role player adatti a spaziare il campo attorno a LeBron James ma arrivati completamente fuori tempo.

Boston Celtics: 7

Quando non combini nulla e riesci comunque a tenerti aperte tutte le porte per il futuro…

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