Pillola blu: Paul George è on fire e regala la vetta ai Thunder

Nella notte in cui i Phoenix Suns e i Washington Wizards danno vita ad una partita infinita – con tre overtime e alcune prestazioni mostruose -, il nostro sguardo si concentra su Salt Lake City, stato dello Utah, in cui i Thunder vincono 107-106 una partita importantissima. A farla da padrone è Paul George, il signore nella GIF qui sopra, che in isolamento mette l’ultimo canestro dal campo per gli ospiti con ancora 3 minuti e 35 secondi da giocare. I Thunder, poi, subiranno la rimonta dei Jazz ma Donovan Mitchell sbaglierà il possibile libero del pareggio lasciando che la W finisca nelle mani degli uomini di coach Bill Donovan.

Paul George è stato l’assoluto mattatore della partita, mettendo insieme una prestazione da 43 punti, 14 rimbalzi, 6 assistenze e 5 palloni rubate. PG13 sta probabilmente giocando il miglior basket della sua vita, meglio ancora di quando trascinava gli Indiana Pacers fino  allo scoglio insormontabile dei Miami Heat di LeBron James prima di spezzarsi in due la tibia nel 2014. 26 punti, 8 rimbalzi, 4.5 assist e 2.2 palloni rubati per partita (è il leader in NBA in questa statistica) sono tutti career high. Star facendo registrare questi numeri nella stessa squadra di un giocatore fagocitante come Russell Westbrook è un ulteriore riconoscimento alla stagione del #13.

Paul George è rimasto nell’Oklahoma contro ogni aspettativa, visto che i piùlo davano di solo passaggio prima di accasarsi nella nativa California, sponda Los Angeles Lakers. Rinnovato il contratto in estate – un quadriennale da 136 milioni di dollari complessivi, con player option sul quarto e ultimo anno – Paul George si è finalmente preso il ruolo di co-protagonista della franchigia. Ad aiutarlo è stato il breve periodo di assenza del compagno di merende Russell Westbrook ad inizio stagione – con cui Paul George ha stretto un legame di profonda amicizia extra campo – che ha aiutato il #13 a prendere in mano la leadership della squadra senza timore.

Il nome di Paul George è forse meno accattivante di quelli di Giannis Antetokounmpo e Stephen Curry, ma siamo sicuri che non debba essere preso in considerazione per il premio di Most Valuable Player?

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